L'ho letto anche io questa notte, come Olga tutto d'un fiato, con la differenza che a me le lacrime sono scese per la metà del libro poi, secondo me, si è un po' persa di vista l'acondroplasia in se e la sig.ra Baresi si è concentrata più su tutti i "dolori" della sua vita (e cavolo se ne ha avuto!!!).
Per la prima parte appunto avrei potuto scriverlo io, tanto erano uguali le sue emozioni alle mie, a parte solo il fatto che io non sono capace di scrivere e esprimermi così bene.
E' iniziato tutto con la descrizione del suo dolore ed è finito con la speranza e la sollecitazione che qualcuno si occupi dei ns bambini, che la ricerca vada avanti.
Credo la speranza di ogni genitore in questa situazione, anche se a dir la verità mi sto un po' rassegnando, ho capito che quello che è stato fatto è già "abbastanza" per questo problema.
Ho apprezzato molto il libro della Sig.ra Baresi e ho trovato il scriverlo una decisione molto coraggiosa, anche perchè i suoi figli leggeranno il suo dolore, il dolore che solo una mamma che ama tanto può provare.
Io ho tenuto un diario per la mia prima, Sofia, e mi sarebbe piaciuto fare altrettanto per Laura, ma ancora non sono riuscita a buttar giù nemmeno una pagina perchè io al contrario vorrei risparmiarle di leggere il mio di dolore. Prima o poi un po' di positività la troverò anche io che dite?