|
Il trattamento ortopedico nei pazienti acondroplasici, ma anche in quelli con altre condrodisplasie, è essenzialmente finalizzato: - a risolvere le eventuali complicazioni che interessano la colonna vertebrale;
- alla correzione delle deformità degli arti inferiori (ad es. ginocchio varo);
- all'allungamento chirurgico degli arti.
Interventi chirurgici tesi all'allungamento degli arti vengono eseguiti da diversi anni in molti Centri, in Italia e all'Estero e danno risultati considerati dai pazienti stessi molto soddisfacenti. Trattandosi di ipometrie disarmoniche (tronco di lunghezza quasi normale con arti molto corti), l'intervento chirurgico di allungamento degli arti è particolarmente indicato in quanto corregge la brevità degli arti ed eventuali deformità associate, tipo varismo delle ginocchia, migliora l'aspetto estetico riducendo la proporzione tra tronco e arti, rende possibili atti e funzioni altrimenti preclusi dalla bassa statura. La strategia chirurgica ha subito con il tempo modifiche e miglioramenti. Gli apparati di allungamento utilizzati differiscono a seconda delle scuole chirurgiche. L'età più opportuna è nella fascia tra i 12 e i 16 anni, in quanto a questa età il paziente, interiorizzando il proprio stato, ne accetta le motivazioni, mentre una scuola di pensiero a Milano propone l’intervento precoce intorno ai 6 anni. Sono possibili allungamenti degli arti inferiori di 20-22 cm. Al termine del trattamento agli arti inferiori è possibile effettuare l'allungamento omerale per limitare la sproporzione tra arti inferiori allungati e arti superiori. L'allungamento omerale che si può raggiungere è intorno ai 10 cm. Per ora quindi non esiste ancora un trattamento risolutivo dell'Acondroplasia. E' però molto importante che i genitori di un bambino acondroplasico prendano contatto con un Centro specializzato per una consultazione globale sui bisogni del bambino al fine di prevenire complicazioni
|